GALLERIA

Questa pagina mostra il risultato del corso base di fotografia “Spazio Mestre | Come la vivo come la vedo“: i partecipanti si sono cimentati nel fotografare secondo il proprio punto di vista una zona della città di Mestre, tra quelle proposte: chi ha scelto un parco cittadino (parco Albanese o San Giuliano), chi ha dedicato il suo sguardo fotografico a via Torino, una delle strade di Mestre in trasformazione – urbanistica, sociale, architettonica -, chi al centro storico oppure si è messo alla prova nel singolare Forte Marghera.

Ho scelto via Torino perché era lontana dalla mia preferenza fotografica, amo i volti, per mettermi in gioco ho scelto invece le architetture!” – Silvia

Abituato a fotografare cose e luoghi con cui ero in sintonia mi sono dovuto cimentare nello scattare in un luogo per me un po’ “ostile” con l’intento di “puntare l’obiettivo” sull’interazione tra il luogo e le persone che lo frequentavano, sperimentando le nuove tecniche che avevo appreso al corso. Il risultato di questo mix non sono tanto le foto che alla fine ho prodotto, quanto l’aver capito che si può documentare anche quello che non ci piace.” – Luca S.

La zona di Piazza Ferretto mi piace molto, se uno ha tempo di osservare può trovare buoni spunti per delle foto” – Marco C.

Tra le zone selezionate di Mestre mi ispiravano maggiormente i parchi, ed essendo quello di S. Giuliano già stato scelto da altri partecipanti, ho scelto quello di via Bissuola (Albanese). Sono rimasto colpito dalla diversità di panorami proposti dal parco stesso ed ho cercato di lasciarmi impressionare da ciò che attirava maggiormente la mia attenzione nel momento stesso dello scatto, non avendo una direttiva ben precisa che dava, quindi, ampia scelta alla nostra libertà.” – Marco L.

Ho scelto via Torino perché mi trasmette più originalità e potenzialità, essendo una via per nulla accogliente, esteticamente, ma carica di voglia di divenire. Ci sono tante realtà così diverse, modi differenti di vedere il mondo. Ristoranti, bar, sale di registrazione, teatri, studi fotografici, sale espositive, palestre, alberghi, quotidiani, negozi, università, laboratori di ricerca e tanto altro. Tante persone differenti, varie provenienze. È una via brutta, dal ricordo industriale su cui stanno rinascendo tanti colori. E quindi in questo mi sono immerso, cercando oltre le pareti quello che mi trasmetteva. È stato stimolante andarlo a cercare e scoprire realtà nuove” – Luca C.

Ho scelto San Giuliano per poter documentare la vita e il movimento che c’è, la gente che lo frequenta, i loro pensieri, i loro obbiettivi, il loro relax …un pizzico di vita quotidiana. ” – Monia

Fotografare Mestre per me è difficile perché la conosco poco. Via Torino è stata una sfida perché è anche molto diversa dai luoghi che amo fotografare. Ho provato a esplorarla in lungo e in largo osservandola da diversi punti di vista, ricercando qualcosa che mi emozionasse. Ho fotografato il vecchio, il nuovo e l’abbandonato inserendo dettagli che mi parlassero delle persone che vi erano passate. Alla fine ha prevalso una visione «geometrica» del luogo. Ho tentato o di escludere tutti i pali che invadevano la via, o di includerli in modo accettabile cercando anche in ciò uno stimolo creativo. Fissare in uno scatto un’intenzione è molto complicato però è stato divertente provarci.” – Maria
I limiti del mio mezzo, un economico smartphone, mi hanno dato l’opportunità di avvicinarmi agli oggetti, in particolare ai loro dettagli. Quei dettagli, talvolta insignificanti, mi hanno dato l’occasione di cogliere dei punti di vista specifici, lontani da una visione complessiva dell’insieme. Mi hanno aiutata a dirigere il mio sguardo per decidere cosa far rientrare nella fotografia. Forte Marghera, luogo dove spazio e tempo sono immacolati.  Ciò che fa di questo posto un specie Limbo è la Natura che preserva la memoria di un Uomo che, anticamente, ha abbandonato il posto per ritornare a riviverlo oggi. Un luogo dove l’andirivieni dell’Uomo lascia tracce sulla Natura, come delle semplici macchie di colore su delle foglie, come l’abbandono di alcune barche, di sedie, di un carrello. In questo movimento umano la Natura, perseverante,  continua a crescere intorno a essi, su di essi, per vivere e creare, nuovamente. E anche l’Uomo, pur di creare e vivere, torna, continuamente.” – Giada

LE FOTO:

Parco San Giuliano

via Torino

 

Parco Albanese

 Forte Marghera

Centro storico